Viaggioleggero

less is more… more or less

Category: Viaggi

Come siamo, visti da fuori

Rientro da una breve vacanza a Londra, ospite con mio figlio di mia sorella che, ormai da diversi anni, vive lì. Ogni volta che vado a Londra, o che lei torna a Roma, ad un certo punto, inevitabilmente, il discorso finisce sul confronto fra le condizioni di vita a Roma e Londra, e più in generale in Italia e in Inghilterra (o nel Regno Unito per estensione). Inutile dire che lei è contentissima della scelta fatta. Nel suo caso si è trattato di passare da una situazione di paralisi professionale assoluta (nonostante un dignitosissimo percorso di studi) a una situazione di realizzazione, non soltanto professionale, che una volta da noi veniva considerata ‘normalità’ e che oggi molti giovani vedono come un miraggio.

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Le abitudini ci spengono

Ho scritto questo post in aereo, di ritorno da Londra. Un viaggio veloce, da martedì a sabato, per essere vicino a mia sorella e al suo compagno, in prossimità dell’arrivo del loro primo bambino. È stata una serie di prime volte: il primo figlio di mia sorella e, quindi, il mio primo nipote, e anche il mio primo viaggio all’estero per un motivo che non fosse di lavoro o di vacanza. La prima volta che ho vissuto, anche, per pochi giorni certo, una città straniera nella quotidianità di chi ci vive normalmente.

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Non in albergo, quindi, ma in una casa (quella di mia sorella, appunto). La mattina a passeggiare con il cane Otello, poi in metropolitana fino all’ospedale per dare loro una mano e sentire cosa avevano da dire infermiere e dottori. Poi la sera di nuovo a casa, a preparare una cena veloce, e infine un po’ di relax davanti alla tv. È stata un’esperienza diversa (e non solo per la nascita del bambino). Nonostante sia stato spesso a Londra (effettivamente è la città straniera dove sono stato più spesso), stavolta mi è sembrato davvero di viverci. E mi è piaciuto molto. Per capirci: niente musei o attrazioni di altro tipo, niente shopping, niente di tutto quello che si fa di solito quando si va in vacanza all’estero. Vita normale e basta ma in un altro luogo. Piuttosto, una grande attenzione alle piccole cose: le persone per strada guardate senza la consueta superficialità, la curiosità maniacale per qualsiasi cartello o insegna, la massima considerazione per ogni gesto, modo di fare o atteggiamento delle persone al lavoro (fossero operai per strada, camerieri al bar o infermieri in ospedale), profonda concentrazione su percorsi e punti di riferimento, forte interesse per il ‘comune svolgimento’ della vita degli altri. Praticamente, preso ‘di peso’ e immerso in un ambiente diverso, ho smesso improvvisamente di dare per scontate e poco stimolanti tante cose che nella vita di tutti i giorni, nel mio solito ambiente, nel mio solito itinerario, neanche mi sfiorano. È stato salutare. E mi ha fatto pensare al fatto che una vita come la nostra, così piena di abitudini, in realtà ci priva di moltissimi stimoli che la renderebbero assai più interessante e piena. Ora, è chiaro che non possiamo permetterci di vivere una settimana a Roma, una a Parigi, una a Londra e una a New York, ma non è questo il punto. Il punto è che se uscissimo più spesso dal nostro normale ‘itinerario’, banalmente ci sentiremmo più vivi. Saremmo probabilmente più curiosi, riflessivi e concentrati. Allora, forse, anche se non ne abbiamo la necessità, potrebbe essere interessante ogni tanto lasciare la macchina e andare a lavorare con i mezzi o in bici. Oppure consumare il panino di mezzogiorno sulla panchina dei giardini anziché al bar. O allungare il percorso per andare a trovare i nostri genitori passando di proposito per una strada o una piazza che di solito ignoriamo. O passare una serata al telefono con un amico anziché davanti alla tv. Abituiamoci a non essere abitudinari!

La mia breve esperienza londinese è stata ovviamente resa indimenticabile dall’arrivo del piccolo Francesco Thomas e dalla condivisione della gioia dei suoi genitori. Qualcosa che mi sono gustato davvero fino in fondo. Qualcosa di molto simile a quello che ho provato dieci anni fa quando è nato il mio, di figlio. Un’emozione che forse solo la nascita di un bambino ti sa dare. Il perpetuarsi di un miracolo enorme, in un corpicino minuscolo. Qualcosa che puoi solo intuire durante l’attesa, ma che poi esplode nel pianto liberatorio del piccolo, allargandosi poi a tutti quelli che sono nati quello stesso giorno in quell’ospedale e in tutti gli ospedali del mondo. Nuova vita. Nuova speranza. Un mondo nuovo. Benvenuti!

Nella foto: il cane Otello. Non sa leggere!

Una vita in vacanza

Quando ero più giovane viaggiavo di più. C’è stato un periodo, fra il 1992 e il 1998, che poi è il periodo in cui vivevo a Milano, che viaggiavo tanto. Ricordo avventurose vacanze estive in Irlanda, in Scozia, in Grecia, un bellissimo viaggio ‘on the road’ in Canada, e poi ‘weekend lunghi’ a Parigi o Londra, e anche viaggi di lavoro in Germania, in Olanda, ancora a Londra, ed estemporanee vacanze fuori stagione, come la prima volta che sono andato a New York. Era un periodo in cui, per quanto non mi mancassero i soldi, riuscivo a fare bei viaggi spendendo poco.

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10 viaggi che mi piacerebbe fare

Ok, alleggeriamo un po’ l’atmosfera di questo blog che nelle ultime settimane aveva preso una china un po’ troppo seria. Io li sparo così nell’ordine in cui mi sono venuti in mente, non è un ordine di preferenza. I 10 viaggi che mi piacerebbe fare, più precisamente, i 10 posti che mi piacerebbe vedere. Non basta infatti elencare 10 paesi, vorrei capire cosa vi piacerebbe visitare in quei paesi. Ecco i miei, aspetto i vostri.

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Il primo viaggio… leggero

Nonostante tutto remi contro, e in quest’ultima settimana mi siano successe cose che neanche nei miei peggiori incubi, pare che il mio piccolo viaggetto in programma da qualche mese, si farà. Sarà il mio primo viaggio da solo con mio figlio. Il nostro primo viaggio da soli. Mi suona benissimo… 3 giorni e 3 notti a Londra.

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