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Tag: decrescita

Becoming Minimalist: newsletter n. 39

Meglio più ricchi ma più occupati o meno ricchi ma più liberi? I link proposti dalla nuova newsletter di Becoming Minimalist sembrano vertere un po’ tutti su questa dicotomia. E se negli ultimi 30-40 anni la rinuncia al denaro in favore di una migliore qualità di vita era l’eccezione di qualche bizzarro epigone dei figli dei fiori, oggi la rinuncia alla ricerca della ricchezza in favore della ricerca della felicità sembra essere diventato per certi versi un lifestyle di tendenza.

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Becoming Minimalist: newsletter n. 35, 36, 37 e 38

Sì lo so, il titolo fa ridere anche me. Considerato che la newsletter di Becoming Minimalist ha periodicità quindicinale, significa che sono in arretrato di almeno due mesi… Che vergogna… Comunque, il bicchiere mezzo pieno è che i link da seguire per leggere storie interessanti sono davvero numerosi stavolta… magari alcuni sono un po’ meno attuali di altri…

vasca

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Il pescatore messicano e il banchiere americano

Probabilmente la conoscete già. Quando l’ho letta anche io ho pensato di averla già vista da qualche parte, probabilmente riassunta a mo’ di citazione. Però è una storiella carina e che fa star bene. L’originale (o meglio il blog da cui l’ho presa) è qui.

pescatore Leggi il resto di questo articolo »

In fila al mercato

Mi chiedo come si faccia ancora a sostenere il mercato come deus-ex-machina in grado di ripianare le storture dell’economia e della finanza. Eppure c’è ancora chi sostiene che è il mercato (e le sue fantomatiche leggi) che premierà chi merita di essere premiato e punirà chi merita di essere punito. Come fosse un Dio giusto e infallibile, che tutto sa e tutto conosce, che dispensa carezze e strali secondo un senso di giustizia supremo che noi possiamo magari non comprendere, ma mai mettere in discussione.

Denaro

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Come siamo, visti da fuori

Rientro da una breve vacanza a Londra, ospite con mio figlio di mia sorella che, ormai da diversi anni, vive lì. Ogni volta che vado a Londra, o che lei torna a Roma, ad un certo punto, inevitabilmente, il discorso finisce sul confronto fra le condizioni di vita a Roma e Londra, e più in generale in Italia e in Inghilterra (o nel Regno Unito per estensione). Inutile dire che lei è contentissima della scelta fatta. Nel suo caso si è trattato di passare da una situazione di paralisi professionale assoluta (nonostante un dignitosissimo percorso di studi) a una situazione di realizzazione, non soltanto professionale, che una volta da noi veniva considerata ‘normalità’ e che oggi molti giovani vedono come un miraggio.

londra

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