Viaggioleggero

less is more… more or less

Becoming Minimalist: newsletter n. 46, 47 e 48

Come promesso, sto cercando di rimettermi in pari con le segnalazioni di articoli e post raccomandati dalla newsletter di Becoming Minimalist. Ci sono quasi, ma ho ancora un post di suggerimenti da pubblicare nei prossimi giorni. Alcune delle risorse linkate qui di seguito potranno sembrare ripetitive per qualcuno (per esempio a me), ma alcuni concetti di base è sempre utile ripeterli. Si parla di come semplificare la propria vita, di come ridurre le nostre tendenze consumistiche, di felicità, di decluttering e di… tempo.

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Emersione

22 aprile. L’ultimo post che ho pubblicato su Viaggioleggero è datato 22 aprile. Oggi è il 17 luglio (e non è detto che io pubblichi questo post oggi, magari lo farò fra qualche giorno). Quindi sono passati quasi tre mesi. Ha senso un blog che pubblica post trimestrali? Poco, credo. Non che la frequenza sia stata sempre questa. Ma la tendenza è preoccupante. Tralasciando il mese di dicembre del 2011 (quando è nato questo blog e ho pubblicato entusiasticamente 11 post in 20 giorni), nel primo anno di attività di Viaggioleggero (2012, quindi) ho pubblicato 96 post, che significa una media di 1,8 post a settimana. Non male per un blog che non ha fini commerciali o istituzionali. Solo che nel 2013 ne ho pubblicati solo 31. E nel 2014, almeno a oggi, sono solo 8 (forse 9, se riesco a pubblicare questo entro la fine dell’anno…). Contemporaneamente è diminuita in maniera altrettanto drastica l’attività di Viaggioleggero su Facebook e Twitter. Insomma, una debacle in piena regola. L’intenzione di questo post, con il quale riemergo dopo tre mesi di apnea, è analizzare i motivi di questa drastica tendenza, e capire se l’esistenza di questo blog ha ancora un senso.

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Becoming Minimalist: newsletter n. 43, 44 e 45

Ho raccolto qui, insieme, gli articoli linkati sugli ultimi tre numeri della newsletter di Becoming Minimalists. Ce n’è per tutti i gusti, ma la presenza scomoda di fondo (come dicono gli anglosassoni, l’ospite non invitato) è sempre il consumismo, il nostro rapporto con esso, la nostra difficoltà a relazionarci con le sue promesse di felicità, puntualmente rimandate.

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Letture intelligenti

In altre parole, non statevene al lavoro per aumenti di stipendio progressivi nel tempo! Perché in questo modo non arriverete mai dove realmente vi serve, cioè alla libertà dalla preoccupazione finanziaria. Solo il tempo libero, l’immaginazione, la creatività e la capacità di dileguarvi al momento giusto, vi aiuterà a ottenere un valore inestimabile, che nessuno nella storia dell’umanità ha mai raggiunto”. Queste ed altre letture interessanti le trovate su LLHT, uno dei miei blog preferiti.

Volevo diventare ricco

Io volevo diventare ricco. O meglio, io credevo di poter diventare ricco. Ero piuttosto convinto di di poterlo diventare. La mia famiglia non era ricca. Non era nemmeno lontanamente benestante, a dir la verità. Ma io ero convinto di essere meglio di loro, di vivere tempi migliori dei loro, di avere maggiori opportunità. E in definitiva, sarei diventato ricco.

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