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less is more… more or less

Tag: Decluttering

Si parte!

Frequentando un po’ i blog dedicati al decluttering, o leggendo interviste e articoli in giro per il web, ho notato che il primo passo che in genere si compie, almeno in Italia, sulla strada di questo lifestyle minimalistico, riguarda in genere armadi e guardaroba. Deve essere proprio una fissazione di noi italiani, quella di comprare vestiti e scarpe in abbondanza. Gli americani, per esempio, partono in genere dal garage, una sorta di luogo feticcio dei sobborghi urbani dove spesso viene accumulato di tutto e di più. Io il garage non ce l’ho, non ho neanche un box. In effetti non ho neanche un posto auto. La mia Focus scassatissima la uso poco e la parcheggio dove capita (e di solito dimentico anche dove è parcheggiata, con evidenti gran perdite di tempo quando devo cercarla in giro per il quartiere). In compenso però ho davvero tanti vestiti. Leggi il resto di questo articolo »

Quanto è pesante la vostra vita?

Da dove cominciare

Fare decluttering è impegnativo, e richiede molto tempo. Quando mi sono chiesto da dove cominciare ho fatto immediatamente ricorso al web. Ignorando cosa fosse il decluttering, e persino che esistesse, ho solo inserito su Google la parola ‘minimal’ (o minimalist, ora non ricordo). Dopodiché per un paio di settimane ho passato il mio tempo libero a documentarmi e a leggere. Puntare a uno stile di vita minimalista o, almeno nella fase iniziale, cominciare a fare decluttering, può significare un mondo di cose. Sono giunto presto alla conclusione che il vivere minimalista sia una pratica del tutto ‘personalizzabile’ (brutto eh? ma customizzabile è peggio). Mi spiego. Minimalismo, nella sua pratica più estrema, significa anche (imparo dal web) autoprodurre detersivi per la casa, coltivare il proprio orto, noleggiare il computer anziché acquistarlo, e tante altre cose che a me, almeno per il momento, non interessano proprio. Le mie mire minimaliste sono assai meno drastiche, e semplicemente improntate ad un utilizzo più efficiente  e meno futile delle risorse a mia disposizione. Ovviamente sono interessato al problema della sostenibilità ambientale, delle energie pulite e rinnovabili, della sopravvivenza del pianeta… ma sulle soluzione e i rimedi proposti finora ho le mie idee, di cui magari in futuro scriverò. Sicuramente il momento particolare che da qualche anno sto vivendo, così come il momento ancor più particolare che sta vivendo il nostro Paese, ha contribuito a spingermi in questa direzione. E il mio approccio al minimalismo ha senza dubbio una matrice di tipo economico. Ma questo aspetto lo approfondirò in un prossimo post.

È cominciato tutto così…

Ho 42 anni, e da almeno 24 non c’è un giorno (festivi e vacanze escluse) in cui non esca di casa con in spalla una borsa. Cambia la borsa (a volte una ventiquattrore, a volte uno zainetto, a volte una qualche altra variazione sul tema), ma non cambia la solfa. E prima di allora c’era comunque lo zaino di scuola. Dentro la borsa di norma ci sono diverse cose. Oggi per esempio c’è l’immancabile agenda, un chrono Swatch da riparare (è lì dentro da un mese, ma mi scordo sempre di portarlo ad aggiustare), gli occhiali da sole (per la cronaca oggi piove) un piccolo hard disk, vari (tanti) fogli di carta, un iPod, penne, un kit spazzolino + dentifricio, un quotidiano vecchio (ne approfitto per buttarlo), un sacchetto di plastica vuoto, una confezione di Moment… e altra carta. Leggi il resto di questo articolo »

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