Viaggioleggero

less is more… more or less

Month: dicembre, 2012

Becoming Minimalist: newsletter n. 12

Edizione un po’ autocelebrativa per la newsletter di Becoming Minimalist. Diminuiscono i link a risorse esterne in favore dei link ai post più letti del blog di Joshua Becker. Comunque interessanti per chi si è appassionato all’argomento.

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Il miglior discorso del mondo

Avendo ascoltato oggi il discorso del Presidente del Consiglio italiano uscente, e avendo colto qua e la, in vari salotti televisivi, la rinnovata arroganza del suo predecessore, sono andato a rivedermi una clip che mi aveva colpito molto, e che qualcuno ha rimesso in circolo da poche settimane. È il discorso del Presidente dell’Uruguay Mujica al G20 tenutosi in Brasile a giugno. Sogno che un giorno la politica torni a far sognare le persone.

Buon Natale!

Perdere il lavoro 3: Cambia le tue abitudini

Come ho scritto in precedenza, dopo aver perso il lavoro, ho vissuto per un certo periodo con un senso di smarrimento, dovuto essenzialmente al fatto di trovarmi di punto in bianco a dovermi organizzare la giornata da zero. Lavorando in media una decina di ore al giorno, mi ritrovavo improvvisamente con ben dieci ore quotidiane da riempire in qualche modo. Non ci ero abituato.

panino

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Becoming Minimalist: newsletter n. 11

Negli Stati Uniti, e non solo, si comincia a parlare di Generazione M, ovvero di una nuova generazione che adotta il minimalismo come stile di vita. Ma di generazioni X, Y o Z sono pieni gli ultimi trent’anni di cronache americane. Si tratta in genere di mode o trend passeggeri, di cui si  riempiono le pagine dei giornali e qualche volta i palinsesti di radio e tv, spesso a proprio uso e consumo esclusivo. Resterà qualcosa di questa nuova Generazione M? Ecco intanto i nuovi link a tema proposti dalla newsletter di Becoming Minimalist.

albero

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Perdere il lavoro 2: Riprenditi il tuo tempo

In un post precedente (qui), abbiamo visto come la perdita del posto di lavoro, un’esperienza oggettivamente drammatica, presenti però anche dei risvolti positivi. Il primo, e più importante dei quali, è il recupero di enormi quantità di tempo, quel tempo che con il passare degli anni abbiamo gradualmente ‘svenduto’ al miglior offerente. La parola ‘svenduto’ vale per tutti, anche per chi con il proprio lavoro guadagna diverse migliaia di euro al mese: a meno che, infatti, il suo ruolo non sia di pura rappresentanza, e quindi venga pagato solo per il fatto di chiamarsi Tizio o Caio, anche lui, in cambio di tutti quei soldi, dovrà cedere buona parte del suo tempo. E il tempo di ognuno di noi non ha prezzo.

Dali

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